OpenLab Matera

[Sassilive.it]

Sabato 13 febbraio 2016 alle ore 12 e alle ore 18 in via Piave 17 a Matera l’OpenLab Matera apre le sue porte ai curiosi, agli smanettoni, agli studenti, ai professionisti e alla città tutta.
Alle 12 e alle 18 L’OpenLab presenta la sua realtà e i suoi protagonisti.
Durante tutta la giornata saranno esposti i progetti realizzati e il calendario dei corsi all’insegna della digital fabrication, della stampa 3D, del Coder Dojo, di Arduino e molto altro ancora.
Dalle 20 l’evento sarà accompagnato dall’aperitivo e dalla buona musica.
L’OpenLab Matera è un laboratorio fondato da un gruppo di makers, programmatori, ingegneri, designer, biologi, curiosi e innovatori, attivo dal 2014 presso C-FARA.
Il lavoro del FabLab OpenLab Matera in pillole.
Il FabLab è concretamente un laboratorio dedicato alla progettazione, prototipazione e produzione, ma è anche un territorio ideale, aperto a influenze e suggestioni che prendono forma in luogo fisico attrezzato. Il FabLab è innanzitutto uno spazio per progettare apparecchi, fare e ricevere formazione, realizzare da sé il proprio prototipo di manufatto artigianale e digitale, incontrare persone competenti e insieme riprogettare il futuro.
Le attività dell’OpenLab Matera si attuano con il presupposto di reinventare i paradigmi di lavoro, formazione e cultura attraverso pratiche di innovazione che incidono sulla trasformazione dei modelli di apprendimento e formazione continua, di interazione generazionale, di professionalizzazione, e di produzione utilizzando la chiave delle licenze open-source.
In un sistema di questo tipo, così come in tutti i sistemi che fanno proprio il cambiamento culturale e organizzativo della cultura open, quello che ha valore è quello che si sa fare, e non titoli, certificazioni e livelli, facendo leva sulla condivisione delle conoscenze e delle competenze. Tale struttura mette a disposizione della collettività un modello di crescita fruibile da scuole e università, artigiani, makers, aziende locali al fine di riciclare e riutilizzare antiche conoscenze e saperi materiali. Oltre alle competenze formali sono, infatti, valorizzate e messe a sistema competenze informali o non-formali, normalmente sommerse o non valutate dai sistemi tradizionali.
Il coinvolgimento avviene quindi in tutti i campi: sociale, artigianale, industriale e scolastico.